Ceppaloni, la C2 è un sogno stupendo

Domenica 13 Aprile 2014 00:00
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Calcio a 5La squadra di Catalano supera 4 a 1 L’Arca Montesarchio ad Ariano Irpino dove è stata seguita da un folto pubblico che ha saputo far la differenza. Due dediche: la più importante è per Carmelo Imbriani e la sua famiglia, la seconda è per l’intera comunità. Che fantastica storia il campionato del Ceppaloni. E’ successo di tutto, ma alla fine la squadra più forte ha trionfato con merito. Ad Ariano Irpino, in una struttura fatiscente e pericolosa per l’incolumità di chi ha seguito la gara, la squadra di mister Remo Catalano si è presa la C2.

L’ha fatto con voglia, forza e coraggio. Le difficoltà non sono mancate, dall’altra parte c’era una squadra tignosa e solida come L’Arca Montesarchio che ha stupito tutti durante la stagione. La trasferta irpina non è iniziata nel migliore dei modi per il Ceppaloni. Durante la fase di riscaldamento la caviglia di Pisani fa crack. Il biondo numero 7 è costretto a fare una fasciatura e accomodarsi in panchina. Ma prima di iniziare, capitan Iannace carica la squadra: chiede impegno e concentrazione. Parla di una dedica speciale da fare e guarda la maglietta su cui è impressa una di quelle immagini che lasciano senza fiato. L’applauso dello spogliatoio è di quelli convinti. E’ lì che il Ceppaloni ha iniziato a vincere. La squadra scende in campo, lo fa con la maglia rossa. Perché il colore è di quelli forti, è uno dei simboli della vittoria. Con la stessa divisa la squadra ha iniziato il suo percorso lo scorso anno al Memorial Imbriani dove si è aggiudicata la prima edizione. Capitan Iannace e compagni prima del fischio d’inizio vedono accorrere la propria gente che gremisce gli spalti della struttura irpina. Sono 30, forse 50 0 70. Aumentano col passare dei minuti.

 

 

L’urlo “Ceppaloni, Ceppaloni, Ceppaloni” è continuo.

 

Il sole picchia forte sul rettangolo di gioco. La fronte scotta. La tensione c’è e il Montesarchio parte meglio. Biele è strepitoso salvando la porta in due occasioni, poi il Ceppaloni esce fuori e dà vita a qualche buona azione che però non porta alla rete. Il match è spezzettato. Il Montesarchio prova a giocare a ritmi a sé congeniali. In una ripartenza Biele esce fuori dall’area di rigore e viene colpito duramente restando a terra. Non ce la fa. Si alza a fatica e chiede il cambio. Entra Bosco, ceppalonese doc, una vera garanzia. Alla fine capitan Iannace e compagni soffrono poco. Il primo tempo termina zero a zero. Stilisticamente parlando è una partita orrenda, ma Catalano l’ha preparata così. Conosce bene l’avversario. Ha capito che se la sua squadra si difende nel modo giusto, col passare dei minuti può trovare la via del gol con continuità. Si torna in campo. E se Pisani non può essere quello dei giorni migliori perché ha stretto i denti giocando con una caviglia disastrata, Rossi sta bene ed è motivato. Catalano sceglie lui. La mossa è giusta. Il golden boy gioca bene. Da vivacità all’azione offensiva mentre Federici e Iannace non lasciano passare nemmeno uno spillo davanti alla porta di Bosco. Passano pochi minuti ed ecco che la folla ceppalonese può gioire. Mariano riceve palla e scarica un destro terrificante che finisce in fondo al sacco. Il campo Atlante diventa una bolgia. Il Ceppaloni ha sbloccato il risultato: 1 a 0. Iannace e compagni danno ritmo alla gara. Creano altre occasioni con Arigliani e Pisani ma non riescono a trovare il raddoppio sbattendo sui legni. L’Arca prova con una bella ripartenza ma Bosco ci mette una pezza rispondendo presente. Pochi minuti dopo, però, su una punizione da posizione defilata Cecere gonfia la rete e fa esplodere la panchina caudina.

E la svolta del match. Il Ceppaloni capisce di dover cambiare marcia. Iannace si getta in attacco e prende un fallo al limite dell’area. Federici si avvicina al pallone, ha gli occhi cattivi, quelli di un falco che è pronto ad assalire la sua preda. Il suo killer instinct è ai massimi storici. La punizione è in zona centrale. Il portiere caudino si posizione vicino alla barriera chiudendo lo specchio. Federici ha già visto nella sua testa come andrà a finire e calcia rasoterra. La palla non è veloce ma si infila con chirurgica precisione sotto le gambe: 2 a 1. L’Atlante di Ariano Irpino viene invaso dall’urlo degli scatenati tifosi ceppalonesi. Federici corre ad esultare sotto i suoi amici. Si inginocchia, li guarda, gli dedica il gol e poi diventa capo popolo incitando la sua gente a urlare di più.

I decibel sono in costante aumento. Rossi si esalta, prende palla e mette Mariano in condizione di calciare da posizione molto defilata sulla parte destra del campo. Il numero 10 non ha paura, calcia forte e trova l’angolo lontano. E’ l’apoteosi, il 3 a 1 significa che la C2 è lì, dietro l’angolo. Il sostegno è incessante. La squadra lo sente e capisce che ormai è fatta. Il Montesarchio si gioca l’arma del portiere in movimento. Entra Ferraro, ma la sua partita dura appena 20 secondi. Mariano prende palla dopo un contrasto, vede la porta sguarnita e calcia. Ferraro devia con la mano fuori area. Il cartellino per lui è di colore rosso fuoco. Il resto è semplice antologia. Il golden boy Antonio Rossi sfrutta l’occasione, il suo sinistro gonfia la rete. La sua corsa verso la sua gente è emozionante. Bacia la maglia e l’immagine di Imbriani stampata sulle divise. La festa ha inizio. Negli ultimi minuti non accade più nulla. Al triplice fischio la gioia è grande. Il Ceppaloni va in C2, il pubblico si riversa in campo. Si chiude con gavettoni e foto di gruppo.

Tifosi, dirigenti e giocatori tutti insieme. Perché questa è la vittoria della società, di chi è sceso in campo e di chi dagli spalti ha urlato a squarciagola. E’ una vittoria che ha dediche speciali.

La prima, la più importante, è per Carmelo Imbriani e la sua famiglia. Giocare con la sua immagine stampata sulle maglie è un grande onore. La seconda è per tutta la comunità, perché questa squadra può andare lontano se ci sarà unità. E’ l’unica strada per riportare lo sport, quello vero, a Ceppaloni.

La C2, infatti, è una grande occasione da non sprecare. Ora, però, è l’ora di tornare a chiudere gli occhi e sognare ancora un nuovo traguardo, perché lo sport è bello proprio per questo: dopo ogni successo ce n’è un altro da mettere nel mirino.

Fonte: tvsette.net