Tranfa: "Il numero legale era garantito"

Mercoledì 07 Novembre 2007 02:00
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Il vicesindaco interviene sull'approvazione della delibera di Consiglio che ha dato il via libera al Piano urbanistico:

«Lo Statuto prevede la presenza di sette consiglieri, compreso il sindaco, per procedere con i lavori»


“E' inutile fare demagogia, ma bisognerebbe operare per l'interesse della collettività, evitando polemiche strumentali”.

E' quanto dichiarato dal vicesindaco, Carmine Tranfa, in merito all'esposto presentato nei giorni scorsi al Prefetto, dal capogruppo di opposizione, Nino Rossi, per contestare la delibera di Consiglio comunale che ha visto l'adozione del Puc.

Fonte  Il Sannio Quotidiano
Carmine Tranfa, infatti, dichiara: “Il sindaco è un consigliere comunale a tutti gli effetti, in quanto anch'egli eletto dal popolo, ed il nostro Statuto prevede la presenza di sette consiglieri per procedere con i lavori di Consiglio, numero che è stato garantito con la presenza del sindaco al momento della votazione della delibera di Consiglio in questione”.
 
Il vicesindaco, poi definisce “incoerente il modo di fare dell'opposizione. Questi - evidenzia - hanno partecipato alle osservazioni al Puc, ma si sono poi allontanati al momento della votazione.
 
Avrei compreso – aggiunge – un atteggiamento opposto. Inoltre, anche l'opposizione dovrebbe essere contenta dell'approvazione, dopo trent'anni, del Puc, in quanto sono gli stessi cittadini a volere che il nuovo piano urbanistico entri in vigore al più presto. Si tratta di un'esigenza che risponde alle necessità della collettività e non agli interessi dei singoli, come invece è stato affermato. Anche dal punto di vista strettamente politico a mio avviso l'atteggiamento assunto dal capogruppo di opposizione è negativo e controproducente, in quanto non risolve il problema ed attira le antipatie del 99 per cento dei cittadini”.
Infine l'assessore ricorda un episodio verificatosi durante la gestione guidata dall'attuale capogruppo di opposizione: “All'epoca dell'Amministrazione Rossi – sottolinea Carmine Tranfa - sullo stesso Puc si effettuò una votazione con soli sei consiglieri, sindaco compreso, e tale votazione fu ritenuta perfettamente valida. In più, ritengo che sia una procedura anomala presentare un esposto inerente una delibera di Consiglio comunale al Prefetto, in quanto tali atti in genere si impugnano dinanzi al Tar Campania”.