Imbriani alza la guardia: «Non siamo ancora in C1»

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E’ uno dei senatori della squadra, la pietra angolare su cui poggia l’intero spogliatoio e da capitano si appresta a vivere questo rush finale di campionato e di coppa con la maglia giallorossa.

A Carmelo Imbriani, sannita doc ed ex di turno tocca presentare il match di domenica.

Fonte: Il Sannio Quotidiano
 
“Catanzaro è una piazza calda – confessa il tornante di Ceppaloni – lì ho trascorso dei mesi intensi e carichi di tante difficoltà”.

Con la maglia dei giallorossi di Calabria il game-boy ha raccolto la sua ultima presenza in B, storia della stagione 2005/06.

“Alla vecchia dirigenza sono molto grato, ma è storia risaputa che io lì non ho avuto vita facile. Dopo solo sei mesi ho deciso di lasciare il club perché chi aveva riposto fiducia in me, chi mi aveva voluto con tanta insistenza, era stato mandato via. Parlo dell’allenatore e del direttore sportivo”.

Accettare di retrocedere di categoria solo per prendere per mano la squadra della propria città è stata una scelta di vita coraggiosa. Anche se da allora sono arrivate due delusioni, due play off persi.

“Sono felicissimo di aver fatto questa scelta, la ripeterei altre mille volte. Ora il mio unico sogno è riprendermi la B con la maglia della mia città. Sarebbe bellissimo a distanza di tempo riappropriarsi ciò che ci è stato strappato ingiustamente anni fa”.

Tornare, personalmente, nella serie cadetta, e condurci, per la prima volta, il Benevento: una speranza ardita, ma non per questo impossibile.
 
“Siamo ad un passo dalla vittoria del campionato ed in finale di Coppa, non vedo cosa si possa chiedere di più a questo gruppo”.

A supportare le argomentazioni del capitano ci sono dei numeri inequivocabili. Già domenica al Ceravolo con quattro turni d’anticipo i sanniti potrebbero festeggiare la promozione.

“Non ci voglio pensare – aggiunge – aspetto che la matematica ci promuova e poi festeggeremo. Onestamente a me non interessa neppure se arrivi domenica in casa del Catanzaro o al Santa Colomba contro la Vibonese, la cosa essenziale è che non si faccia attendere troppo. La dirigenza, lo staff tecnico e l’intera rosa lo meritano”.

Inutile fare calcoli sulla seconda, l’abisso creatosi tra Benevento e Pescina ha ridotto le speranze degli abruzzesi al lumicino, ma Imbriani predica cautela e prudenza.

“Non voglio sbilanciarmi, penso che le possibilità che il campionato sia nostro siano pari al novanta per cento. In coppa invece ce la giochiamo fifty-fifty con il Bassano. Mi esprimo in questi termini perché il calcio mi ha insegnato a non dare mai nulla per scontato”.

La possibilità che però il Benevento possa festeggiare in Calabria contro la sua ex squadra c’è, è reale e non va esclusa. “Si, è un’ipotesi e per me, ammetto, sarebbe anche una gran bella soddisfazione perché ci permetterebbe di guardare all’appuntamento di coppa anche con una diversa serenità. Per noi il Ceravolo è sempre stato un campo particolarmente ostico, è un impianto importante supportato da una tifoseria calda, da serie A. Ricordo che quando ero lì, le cose non giravano benissimo, i risultati tardavano ad arrivare eppure c’era quasi sempre il tutto esaurito. Era una bolgia”.

A Catanzaro gli stregoni però sono sempre stati protagonisti di grandi gesta. Al di là delle due semifinali play off (ì97 e ‘99), l’anno scorso pareggiarono in nove contro undici ed il punto arrivò anche grazie alla zampata vincente del capitano, un eurogol proprio nel finale. Che ancora una volta il destino dei giallorossi sanniti passi per il Ceravolo? “Per me la gara avrà un sapore particolare, sì, forse qualcuno lì si ricorderà ancora di me, ma ribadisco era un’altra storia. Del gruppo di quella stagione non è rimasto nulla, neppure a livello dirigenziale, forse solo il preparatore atletico. Non ho rivincite da prendermi contro nessuno, voglio solo cancellare la delusione dello scorso anno con una promozione da incorniciare. Se dovesse arrivare già domenica sono convinto che la stragrande maggioranza di tifosi verrà a prenderci al casello autostradale di Castel del Lago”.

E’ una fase delicata del campionato in cui la concentrazione è l’alleata più preziosa.

“Penso sia normale siamo ad un passo dal raggiungere entrambi i traguardi e vogliamo prendere tutto quello che è sul tavolo da gioco. Questo gruppo merita. Dal primo all’ultimo. Abbiamo dimostrato di essere dei grandi professionisti, anche nel momento di difficoltà siamo rimasti uniti senza mai farci scalfire dalle critiche, a volte anche ingiuste”.

Il plauso del capitano va soprattutto a chi ha trovato meno spazio in campo.

“Siamo in ventisette nello spogliatoio e ognuno di noi potrebbe essere titolare, purtroppo però in campo possono scenderne solo in undici; e se la squadra è ancora impegnata su tutti i fronti lo si deve soprattutto a chi ha giocato meno perché ha accettato le scelte del mister senza creare scompiglio”.

Orgoglio di capitano.
 

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