Cenni storici su Ceppaloni e il suo castello - a cura del prof. D. Vassalluzzo

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Cenni storici su Ceppaloni e il suo castello
a cura del prof. D. Vassalluzzo - Arciprete di Roccapiemonte


Ceppaloni, paese appartenente alla provincia di Benevento, dista dal capoluogo di provincia 12 Km. circa ed è situato su di una collina a mt. 321 sul livello del mare. Dal suo castello si domina tutta la valle del fiume Sabato, che nel passato fu teatro di grandi e violenti avvenimenti storici.

In documenti consultati si ha la prima notizia di questo bellissimo e caratteristico centro del Beneventano nel secolo VIII (circa 12 secoli addietro). Esso fino al 1100 appartenne ai monaci Benedettini di Montecassino.

Nel 1113 il castello era sotto la signoria del Barone Raone, che con Boffello concorse con buone truppe a demolire le arcature del fiume Sabato, nella lotta che infuriava tra Landolfo di Benevento e i Normanni. In questo medesimo anno (1113) successe a Raone Roberto di Amurri con il titolo di Conte.

Iniziava così la Contea di Ceppaloni.

Intanto la lotta tra Landolfo di Benevento e Roberto di Capua infuriava e, non accennava a finire. Neppure il Papa Onorio II, che fu pontefice dal 1124 al 1130 riuscì a stabilire la pace tra i due. Allora i1 Papa, dispiaciuto per la disobbedienza e per i torti ricevuti, si ritirò nel castello di Ceppaloni dove si trattenne per diversi giorni in attesa di tempi migliori. Poi fece ritorno a Roma.

Ceppaloni, dopo la tregua tra Roberto di Capua e Landolfo di Benevento visse giorni tranquilli.

Ma nel 1133 le cose si aggravarono di nuovo quando Raone di Fragneto, signore di Ceppaloni e amico del Duca Rainolfo, tentò di depredare Benevento.
I Beneventani non indugiarono a ricorrere a Ruggiero, potente re dei Normanni, il quale subito corse in loro aiuto dalla Sicilia e dopo aver preso e saccheggiato Montemarano, che si era ribellata al suo volere, dava tutto alle fiamme. Poi, accompagnato dai Beneventani, veniva su Ceppaloni e faceva sommaria giustizia di tutto e di tutti ordinando di espugnarne le sue torri e le sue fortezze che peraltro erano state già abbandonate da Raone di Fragneto il quale, senza darsi pena del popolo, aveva preso con se la moglie e si era ritirato nel castello di Tufo, sotto la protezione di Rainolfo e lì aveva trovato anche Arrigo, signore di Samo.

I Beneventani., dopo tre giorni di assedio, con il permesso del re Ruggiero, distrussero il castello di Ceppaloni dalle fondamenta.

Anche nel 1229 Ceppaloni subirà, per opera degli stessi Beneventani, un violento incendio e con esso saranno incendiati i casali di Montefuscolo.

Nel 1400 comincia per Ceppaloni, come per altri paesi del Beneventano e del meridione d'Italia, una vita nuova. I Baroni, dopo Federico II e con l'avvento di Carlo d'Angiò, crebbero di potere ed ecco che incominciarono ad infeudare tutto il meridione d'Italia, anche perché i Re Angioini ed Aragonesi, avendo bisogno di denaro, vendevano e cedevano Titoli, terre e castelli ai già potenti Baroni.

A Ceppaloni nel 1437 era Baronessa Italia Stellato che, sposando Giacomo Antonio della Morra, Barone di Serino, dà origine alla signoria di questo nome su Ceppaloni.

A Giacomo Antonio succedeva il figlio Matteo Antonio che sposava la nobile Caterina Dentice.

Nel 1461 era Barone di Ceppaloni un alto Giacomo Antonio della Morra, che sposò Biancamano Zurlo dei Conti di Nocera dei Pagani.

A costui successe Camillo della Morra che sposò Eleonora Bozzuto.

Gli successe Giacomo Antonio III della Morra, marito di Antonia Tomacello.

Quando Giacomo Antonio III morì gli successe il figlio Giovanni Vincenzo della Morra che, essendosi ribellato al Re di Napoli, fu privato del feudo di Ceppaloni venduto poi allo spagnolo Federico Davalos, primo marito di Feliciana Degregorio.

Cominciò così la signoria dei Davalos su Ceppaloni.

E' bene notare che gli Spagnoli erano succeduti agli Aragonesi sul trono di Napoli e restarono tra noi per circa due secoli. La loro presenza impoverì assai la nostra gente.

A Federico Davalos successe nel 1541 Alfonso Davalos, sposo di Costanzaa Caracciolo d'Aragona.

Nel 1570 è Barone di Ceppaloni Roberto Davalos Il e con Roberto si estingue la signoria dei Davalos ed inizia quella dei Cosso che con Giacomo Cosso acquista il feudo di Ceppaloni per 25.000 ducati dai Davalos. Giacomo nel 1576 sposa Giacoma Mastrogiudice.

Nel 1588 gli succede Giovan Paolo Cosso che sposò Cornelia Pignatelli.

Nel 1597 troviamo un Pietro Cosso e nel 1623 una Camilla e Cornelia Cosso, figlie di Pietro. E con queste ultime si estingue anche la signoria dei Cosso a Ceppaloni.

Il castello di Ceppaloni nel 1627 si trovava nelle mani di Paolo Staibano, dottore in legge, e Mario Narmi, i quali, il 14 Luglio dello stesso anno, vendettero il feudo per 64.000 ducati a Fabio della Leonessa. Questi era Arcivescovo di Conza e Patriarca di Antiochia e aveva acquistato il feudo di Ceppaloni per conto di suo fratello.

Nel 1634 Fabio della Leonessa restaurò il castello che era ormai in pessime condizioni e lo ricostruì in parte. L'evento è attestato da una lapide in pietra che si trova nella parte occidentale del castello.

Nel 1636 a Fabio della Leonessa subentrava il fratello Francesco a cui succedeva Carlo della Leonessa nel 1641.

Nel 1688 è Barone di Ceppaloni Fabio Mario della Leonessa a cui, nel 1704, succedeva il fratello Vincenzo. Fu con Vincenzo che la famiglia della Leonessa, con decreto del Re del 1705, ottenne che Ceppaloni si chiamasse "Ceppaloni di Mirabella", in quanto Mirabella era stato acquistato da Fabio Mario del 1691 per 87.000 ducati.

A Vincenzo, del 1714, succedeva il figlio Fabio II.

Nel 1730 è Barone di Ceppaloni di Mirabella Giuseppe della Leonessa e nel 1797 Giuseppe Maria della Leonessa.

Per mancanza di eredi di Giuseppe Maria, la Signoria di quest'illustre famiglia che tenne Ceppaloni per circa 170 anni si estinse e il feudo di Ceppaloni passò alla Regia Corte che vendette il tutto al Duca di Gravina di Puglie Filippo Bernardo Orsino.

Nel 1834 avendo il Principe Giovanni Pignatelli sposato il 31 Maggio Carolina Ruffo della Leonessa, i Pignatelli aggiunsero al loro anche il cognome "della Leonessa" e si chiamarono "Pignatell'. della Leonessa" e furono Signori in Ceppaloni perché ormai con l'abolizione della feudalità del 1806 da parte di Giuseppe Napoleone, il feudo era finito da un pezzo, restava soltanto il castello a testimoniare le lotte e le glorie del passato.

Quando i Pignatelli lasciarono il castello esso fu abitato da decine di famiglie.

Ceppaloni da 1005 abitanti nel 1532, scese a 665 durante la peste del 1655, per risalire a 5119 abitanti nel 1932.



 

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