"Centro aiuti per l’Etiopia", incontro nella parrocchia di San Nicola vescovo

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Si è svolto ieri nel capoluogo del paese, un incontro organizzato dalla sede periferica di Ceppaloni del ‘Centro aiuti per l’Etiopia’, collocata nei locali della parrocchia di "San Nicola vescovo".

All’appuntamento hanno partecipato circa venticinque coppie provenienti da Puglia, Molise e Campania ed il presidente nazionale, Roberto Rabattoni. Si tratta di famiglie che hanno già adottato un bambino dell’Etiopia o che sono in attesa di poterne adottare uno.

Fonte Il Sannio Quotidiano

La giornata ha visto tutti i presenti impegnati in prima linea a raccogliere fondi per il Cae, la cui sede centrale è situata a Verbania. “Questo incontro - ha spiegato don Renato Trapani, promotore dell’iniziativa e assistente del gruppo – rientra nel percorso attivato dalla nostra parrocchia a cui partecipano le famiglie del nostro centro che hanno adottato un bambino etiope e le coppie che invece sono in attesa di poterne adottare uno. La giornata è stata inoltre caratterizzata dalla bella notizia che tre delle coppie presenti hanno ottenuto l’abbinamento ai bambini”.

Il referente periferico della sede, Domenico Simeone, pediatra, che ha avviato questa esperienza sul territorio, ha illustrato le attività principali del centro: “La nostra sede collabora con quella centrale sia nel realizzare adozioni a distanza, una delle maggiori attività sostenute, grazie alla quale riusciamo a dare un aiuto concreto per la sussistenza primaria dei bambini etiopi, che vengono così assistiti direttamente dall’Ente. In più, cerchiamo di organizzare quella che è la fase pre-adottiva per le famiglie del centro e sud Italia che hanno deciso di adottare in Etiopia, anche se al momento l’Ente non accetta mandati al di fuori delle regioni del nord.

Le coppie che hanno ricevuto oggi l’abbinamento – ha poi precisato Simeone - hanno prodotto la domanda di adozione all’Ente prima del periodo di chiusura. Pertanto, in futuro ci auguriamo di far si che l’Ente riapra le adozioni internazionali anche per le regioni del sud Italia. Sono numerosissime, infatti, le richieste che provengo dal sud del Paese”.

(i.t.)
 

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