Imbriani alla scoperta dei play off

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Scontata la squalifica, Carmelo tornerà in campo contro la Spal. Aspettando gli spareggi-promozione.

Non li ha mai affrontati da giocatore, ora può vincerli nella sua città: «La C2 non ci appartiene»

di Ettore Intorcia

Fonte Il Sannio Quotidiano

Li ha vissuti sempre da spettatore, li ha inseguiti invano la scorsa stagione fino al naufragio interno col Sora. Adesso Carmelo Imbriani può finalmente sorridere per aver centrato per la prima volta in carriera la qualificazione ai play off. E poco importa se in palio stavolta c'è una categoria di differenza, la C1 piuttosto che la B, perché intatte restano le emozioni e la fame di successo. "Già, sarà la mia prima volta in assoluto ai play off - commenta l'esterno di Ceppaloni - ed adesso non ci resta che prepararci bene, perché vince chi ci arriva meglio con la testa e con le gambe. Il fisico conta sicuramente tanto. Ci giochiamo una grande chance, abbiamo tutto per far bene e ora tocca solo a noi dimostrarlo sul campo. A chiacchiere siamo tutti bravi, ma qui servono i fatti e dobbiamo farli tutti insieme. Abbiamo le carte in regola per vincere questi play off, vedremo di sfruttare il fattore campo. Ci può aiutare, nonostante partiamo con lo svantaggio di non essere secondi o terzi: nessun'altra formazione può contare su un sostegno di pubblico numeroso e caloroso come quello che abbiano noi".

Del resto un'impresa del genere, quella di strappare la promozione nonostante il gap del piazzamento in classifica, non è nuova da queste parti. Nel 1999 il Benevento di Dellisanti partì proprio dal quarto posto. "Le cose passate lasciamole stare: guardiamo avanti. Gli altri sono avvantaggiati, ma in fondo partiamo bene anche noi: il periodo brutto è passato, speriamo che ora ci sia solo quello buono e di avere finalmente continuità. I valori reali dovrebbero venir fuori, dobbiamo dimostrare quanto valiamo e basta. Sarà difficile, perché nessuno ti regala nulla. Ma siamo consapevoli di avere grandi mezzi, alle nostre spalle c'è una società che ci sta dando tanta sicurezza. Ai nuovi dirigenti, che sono persone squisite, dobbiamo dimostrare la nostra riconoscenza, per vincere bisogna remare tutti nella stessa direzione, altrimenti non si arriva da nessuna parte. Questa città merita la C1: con tutto il rispetto per le altre società di questo girone, non possiamo andare a giocare in certi campetti di provincia. Il Benevento è passato dai derby con Napoli ed Avellino al confronto con realtà più piccole, ma ora ha l'occasione di tornare nel calcio che conta. Chi come me ha vissuto l'anno scorso l'eliminazione dalla C1 sa che la ferita è rimasta ancora aperta, soprattutto nei tifosi. Dobbiamo fare blocco unico per tornare almeno in C1, la categoria minima che meritiamo. Abbiamo tre settimane per preparare i play off, nel frattempo dobbiamo giocare quest'ultima gara e fare allenamento con la mentalità giusta".

Parli di play off e i ricordi del passato si intrecciano con le ipotesi su quello che riserverà il futuro, su quale griglia sarà disegnata dall'ultima di campionato. "Ai tempi della C2 ho vissuto i play off dalla curva, in mezzo ai tifosi veri. Quelli col Crotone di due anni fa, invece, li ho visti in tribuna, ricordo ancora il gol di Pellicori nella gara d'andata. Gli spareggi sono una lotteria, indubbiamente il Sassuolo è la squadra che sta meglio e sta giocando il miglior calcio. Però anche i nostri valori verranno fuori, non dobbiamo avere paura di nessuno, nemmeno di una squadra come l'Ancona, se ce la farà a qualificarsi. Dobbiamo avere rispetto di tutti ma nessun timore riverenziale: gli avversari sono ragazzi come noi, che lavorano come noi, non ci sono mostri in giro, non c'è una favorita indiscussa. Sansovino o Sassuolo? Per me è uguale, calcoli non se ne possono fare, specialmente adesso. Preferisco giocare partita dopo partita, onorando il campionato anche nell'ultimo turno per poi preparare bene i play off. Non eravamo partiti per stravincere, ma la squadra c'è, inutile negarlo. Ci sono le motivazioni giuste, dobbiamo solo lavorare bene, come del resto stiamo facendo. Abbiamo commesso una stupidaggine a Prato, ma ora nei play off dobbiamo trovare continuità, che perché non sono ammessi nuovi sbagli".

E nella settimana dei play off finalmente raggiunti, Imbriani spera di tornare ad indossare una maglia da titolare. Sebbene sia presto per parlare di formazione, è indubbio che a Ferrara, contro la Spal, Specchia ricorrerà a un po' di sano turnover, tanto più che deve fare i conti con tre assenze certe (Cagnale, Maury e Girardi). "So che fino ad ora per alcuni motivi non ho dato il meglio, ma spero di tornare in campo e riassaporare la partita. E' importante, perché solo la gara vera ti dà la condizione giusta. Ho attraversato un periodo un po' brutto ma adesso sto bene e lo voglio dimostrare sul campo. Ho lasciato la B perché credevo e credo di poter vincere il campionato, tocca a me dimostrarlo coi fatti. Non avevo mai fatto la C2, ho incontrato delle difficoltà ma non cerco scuse: guardo avanti, voglio il bene della mia squadra e se sto bene potrò dare il mio contributo. Ho sempre sognato i play off e ci credo. Il lavoro paga e sono tranquillo, la società mi ha dato la fiducia e l'affetto di cui avevo bisogno".

Trasferta anomala quella di Ferrara: se il Benevento può al massimo lottare per difendere il quarto posto, la Spal si gioca il tutto per tutto per centrare la salvezza senza correre inutili rischi ai play out. Imbriani promette una partita vera e non una semplice tappa d'avvicinamento ai play off. "E' un campo spettacolare, il 'Mazza', che mi fa venire in mente il campionato dell'anno scorso. Spero di giocare, ovvio. Loro dovranno conquistare la permanenza in C2 ed avranno il dente avvelenato, noi onoreremo il campionato e giocheremo per la posizione in classifica, perché a noi nessuno ha mai regalato niente. Forse il mister farà riposare quei giocatori che hanno tirato la carretta finora, darà spazio a noi altri che abbiamo giocato di meno. Ma in panchina il Benevento ha calciatori di qualità, per i play off Specchia deve stare tranquillo perché ha elementi di cui potersi fidare. Chi resta fuori non molla mai. In panchina ci sono giocatori che l'anno scorso erano titolari in C1, penso a me, Chiarotto, Pinamonte, Guastalvino. Sicuramente la nostra è una panchina pesante, c'è qualità nei tre reparti. Ma i nomi non bastano, bisogna sempre dimostrare il proprio valore".

 

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