Borghezio tende la mano al Sud

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Parte male e arriva peggio, Mario Borghezio. Il suo comizio di ieri a Ceppaloni, era considerato un appuntamento 'a rischio': politicamente, per le repliche a Mastella annunciate dai manifesti; sul piano dell'ordine pubblico, perché incombevano le contestazioni che hanno caratterizzano le tappe elettorali dell'europarlamentare leghista.

E invece, l'unico incidente della giornata si è verificato allo svincolo di Avellino, quando l'auto dei carabinieri che stava portando Borghezio a Ceppaloni, è stata investita da un tir che ha provocato seri danni ai mezzi, ma nessun ferito tra gli occupanti.

di Antonio Orafo

Fonte Il Sannio Quotidiano

Quando il pericolo è ormai scampato, il leghista ci scherza su e dice: "Si saranno mica rivolti al mago di Arcella?".

Nella piazza di Ceppaloni, intanto, complici il vento freddo e l'orario insolito (alle 11 era previsto il comizio), ad attendere il leader padano c'erano due ragazzi e qualche curioso. Importante, invece, il dispositivo di sicurezza schierato per l'occasione.

"Non sono qui per parlare contro Mastella - esordisce Borghezio paventando anche una pax politica - siamo qui nella sua 'patria' per parlare a favore della gente perbene che vuol lavorare e sentirsi libera. Il Nord vuole tendere una mano al Sud, questa è una manifestazione sudista: dunque nessun anatema o parolaccia. Anche se lasciatemi dire: come si fa a non usare la parola culo quando si parla di Prodi?".

Poi parte il comizio vero e proprio. Niente palco, musiche, o microfoni, le parole di Borghezio sono rimandate da un megafono il cui suono, rimbalzando su un palazzo poco distante, genera un'eco sinistra nella piazza semideserta.

Dopo le parole di Salvatore Cacucci e Luigi Bonelli, candidati nelle nostre circoscrizioni, l'incontro entra nel vivo:

"Non è questa una manifestazione elettorale - dice Borghezio - era da molto tempo che volevamo venire qui. Un tempo eravamo amici con Mastella, mi ricordo quante me ne diceva su De Mita quando eravamo nella stessa commissione parlamentare, oggi ha cambiato idea?".

Poi entrando nel 'cuore' dei temi che caratterizzano la sua componente politica Borghezio pigia l'acceleratore: "Adesso a Benevento ci sono solo le badanti, ma vedrete arriveranno a colonizzarvi. Noi siamo per un'Italia e una Campania cristiana e non musulmana. Il Sud chiede anche sicurezza e una difesa dall'invasione dell'immigrazione islamica. In questi giorni lo stiamo ripetendo ad alta voce nonostante la sinistra provi ad ostacolarci schierando i delinquenti organizzati".

Il riferimento è ai No Global che non si vedono all'orizzonte: "Mi meraviglio di Mastella: ma chi candida? Noi i Caruso li mandiamo a lavorare".

Prima della fine c'è anche tempo per un po' di autocritica: sui carabinieri di Sassuolo "che andavano difesi" e poi sull'organizzazione locale del partito "affidata alle persone sbagliate".

E a stretto giro va registrata la posizione della Lega Sud Ausonia che per bocca di Achille Biele si schiera contro Borghezio:

"I veri meridionali - si legge in una nota - non si faranno infinocchiare da chi fino a pochi mesi fa si vantava di non essere mai sceso oltre l'Arno per non contaminare la propria razza superiore. Gli stessi personaggi che un tempo gridavano 'forza Etna, forza Vesuvio', oggi si propongono quali paladini della nostra autonomia".

A Ceppaloni, a fine giornata, a incontro concluso, c'è tempo per un caffè. Nel bar è seduto un immigrato che quando vede Borghezio, si alza e se ne va.

 

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