Politica - Crisi comunali

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È anomalo vedere tre realtà comunali limitrofi, che vuoi per conformazione geografica, vuoi per caratteristiche, usi e tradizioni, potrebbero ben essere assoggettati ad un unico comune vivere, agonizzare e morire nello stesso male comune, quello della crisi amministrativa.

Fonte il mattino

È anomalo vedere tre realtà comunali limitrofi, che vuoi per conformazione geografica, vuoi per caratteristiche, usi e tradizioni, potrebbero ben essere assoggettati ad un unico comune vivere, agonizzare e morire nello stesso male comune, quello della crisi amministrativa. I tre comuni di Ceppaloni, Arpaise e San Leucio che si dividono territori e strade sono oggi accomunati dallo stesso destino, anche se per San Leucio con una variante che potrebbe far ben sperare di non comparire nella lista dei comuni sanniti che dovranno eleggere il proprio governo paesano. Eppure tante, e per molti versi curiose, sono le similitudini vissute in queste tre crisi amministrative. Partendo dal periodo in cui si sono manifestati i primi moniti, non ancora definiti come crisi, di un latente malcontento all'interno delle tre maggioranze. Si può indicare con sicurezza il periodo invernale per i comuni di Arpaise e San Leucio, ma per Ceppaloni, non c'è certezza di quando è iniziato il declino di Nino Rossi agli occhi di una parte della sua maggioranza. Ad Arpaise, a febbraio, il sindaco Armando Cimmino, dopo lunghe trattative con i soggetti interessati al patto territoriale, convinto di essere sostenuto in consiglio dalla sua maggioranza per l'approvazione dello statuto della società che gestisce il patto, avrà un'amara sorpresa quando in aula troverà un solo assessore e la minoranza. E nello stesso periodo, a San Leucio, sempre sulla questione patto, il sindaco Gino Iannace, avrà i primi grattacapi con alcuni della sua maggioranza, tra cui anche il suo vice, che in seguito poi ricorreranno al prefetto. Sul patto territoriale, quindi, sono caduti i "patti amministrativi" si potrebbe dire se però non si tenesse conto che una sorta di insoddisfazione in entrambe le amministrazioni, già permaneva da tempo. E che dire poi delle altre similitudini nelle tre crisi comunali, o per meglio dire, dei destini amministrativi che solo per un caso San Leucio e Ceppaloni hanno condiviso brevemente? A luglio, precisamente verso la fine del torrido mese estivo, scadeva l'ultimatum che quattro della maggioranza sanleuciana avevanmo dato al sindaco, pena le dimissioni congiunte con la minoranza e la relativa caduta dell'amministrazione. Poi la sorpresa, qui però dei consiglieri, di trovarsi già protocollate le dimissioni di un solo consigliere, peraltro firmatario dellle dimissioni congiunte. Un vero giallo che tuttora è al vaglio della Procura, per accertare eventuali responsabilità. E nel mentre a San Leucio con arguzia o solo fortuna, veniva scongiurata la caduta amministrativa a Gino Iannace, in quel di Ceppaloni, Nino Rossi non veniva baciato dalla stessa sorte e vedeva finire il suo mandato elettorale. Nel contempo, ad Arpaise, Cimmino e la sua maggioranza sembravano vivere la ”bella stagione” ma era solo illusione. A settembre il sindaco ha ceduto e si è dimesso. Il bilancio quindi è di due comuni commissariati e in lizza per le prossime amministrative, e di un terzo, San Leucio, che non sembra navigare in buone acque. Chissà, allora, se Iannace riuscirà a rimanere galla o affonderà nella tempesta o preferirà abbandonare il mare agitato?

DANIELA PARRELLA

 

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