I sindaci fanno blocco contro l’Ato rifiuti

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SindaciBenevento – Il Comune capofila convoca i «perplessi» per sottoscrivere la convenzione, come già fatto da altre 49 amministrazioni. Ma i riottosi fanno sapere di non avere alcuna intenzione di aggiungersi al­l’elenco dei firmatari. E la Regione indice la Conferenza delle autonomie locali per fare il punto della situazione.

Si fa sempre più caotica l’at­tuazio­ne della legge 5/2014 sul nuovo assetto di gestione del ciclo rifiuti. Il percorso disegnato dal Consiglio regionale, con la stipula ob­bligatoria degli atti associativi, non ha convinto una consistente fetta di sindaci. Sono 31 gli enti della provincia che lo scorso 6 maggio hanno ritenuto di non aderire al nascente Ambito territoriale ottimale manifestando forti perplessità. Potrebbero colmare la lacuna martedì, quando a Palazzo Mosti, sede del Comune di Benevento, è convocata una nuova riunione dei Comuni. Ma difficilmente tale prospettiva si concretizzerà.

L’incontro fungerà piuttosto da occasione per dare eco al documento di protesta siglato mercoledì a Buonalbergo da 18 sindaci sanniti: Marino Corda (Apollosa), Filomena Laudato (Arpaise), Domenico Matera (Bucciano), Igino Miele (Buonalbergo), Pasquale Narciso (Campolattaro), Mario Saverio Orlacchio (Campoli Monte Taburno), Michelino Zeoli (Castelpagano), Claudio Cataudo (Ceppaloni), Giorgio Carlo Nista (Colle Sannita), Nunziatina Palma (Fragneto Monforte), Gianfranco Rinaldi (Pontelandolfo), Antonio Verzino (Reino), Nascenzio Iannace (San Leucio del Sannio), Antonio Di Maria (Santa Croce del Sannio), Pasqualino Cusano (Sassinoro), Margherita Giordano (Forchia), Carlo Petriella (Circello), Alessandro Crisci (Durazzano).

Un documento che sviscera le principali ragioni delle perplessità che spingono i Comuni firmatari a non siglare la convenzione, almeno non nei canoni fissati dalla Giunta regionale. Troppi i punti oscuri, i salti nel vuoto a cui le amministrazioni municipali sarebbero chiamate applicando i termini previsti dalla convenzione: dalla prevedibile mag­­giorazione dei costi a carico dei cittadini alle problematiche legate ai livelli occupazionali. E intollerabile appare alle fasce tricolori autrici della «carta di Buonalbergo» la totale mancanza di concertazione preliminare con gli enti locali: i Comuni non hanno avuto alcun ruolo nella definizione degli schemi base delle convenzioni associative, se non la pretesa firma di ratifica.

 

Dubbi che peraltro non albergano soltanto nel Sannio. A Salerno la quasi totalità degli enti locali ha rispedito in Regione il testo chiedendo che vengano approfondite le problematiche sollevate nell’assemblea costitutiva del 5 maggio, clamorosamente fallita per l’ammutinamento in massa dei primi cittadini. Stessa richiesta arriva adesso dai 18 sindaci beneventani aderenti al patto buonalberghese: «Rinnovia­mo al presidente Caldoro – si legge nel documento – l’invito fatto dai Sindaci di Salerno di un differimento dei termini previsti dalla legge regionale 5/2014, al fine di consentire ai Comu­ni un approfondito esame te­so al superamento delle criticità evidenziate, e quindi di adottare tutti gli atti propedeutici all’attuazione della L.R. 5/2014, al fine di assicurare un ordinato e puntuale processo di transizione alla piena operatività dei nuovi assetti organizzativi, nel rispetto del principio di efficienza, efficacia, economicità̀, sostenibilità̀ e soprattutto trasparenza». I primi cittadini chiedono inoltre «l’avvio di un tavolo tecnico di concertazione tra Regione e rappresentanti dei comitati ristretti di Sindaci rappresentativi di aree omogenee da individuare nei rispettivi A.T.O». Una istanza anche all’indirizzo del sindaco del Comune capofila, Fausto Pepe: «Convochi una riunione specifica invitando esclusivamente gli 80 Sindaci facenti parte dell’A.T.O. Benevento per discutere delle problematiche sillevate».

In tutt’altra direzione va invece la Cgil sannita che in una nota della Funzione pubblica arriva ad auspicare il commissariamento da parte della Regione di tutti i Comuni che non sottoscriveranno la convenzione. «Al Prefetto – aggiunge il sindacato – chiediamo di vigilare con attenzione e, per quanto di competenza, intervenire laddove vi fossero difformità e violazioni».

Fonte: ottopagine.net

 

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