Sviluppo e turismo rurale, la sfida dei piccoli centri

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Convegno Arpaise“Turismo rurale un’opportunità di sviluppo locale?”. E’ l’interrogativo posto agli ospiti che lunedì sera, il sindaco di Arpaise, Filomena Laudato, ha riunito nella sala consiliare del comune.

Un dibattito esteso, in cui, messa al bando la retorica, ci si è realmente interrogati sull’effettiva esistenza delle possibilità di creare delle forme di turismo nei piccoli centri. A esporre le proprie idee sull’argomento sono stati gli amministratori dei comuni che potrebbero unirsi in questo progetto: Ettore De Blasio, vicesindaco di Ceppaloni; il sindaco di Apollosa, Marino Corda; Giovanna Tozzi, vicesindaco di San Leucio del Sannio; Antonio Turtoro sindaco di Pietrastornina; Saverio Russo ed Enzo Pacca, rispettivamente sindaci di Roccabascerana e Pannarano.

Sono inoltre intervenuti al dibattito Marcello Zeppa dell’Ente provinciale del turismo, Antonio Lombardi, presidente provinciale dell’Unpli, Gennaro Masiello, presidente della Camera di commercio e Luca Savoia, in rappresentanza del Consorzio ‘Verdi colline’.

Volendo sintetizzare in due posizioni il contenuto di un dibattito, lungo e articolato, si potrebbe dire che se da un lato è emerso un fronte comune sulla volontà di raccogliere benefici dati dall’incremento del flusso turistico locale, quali la crescita demografica, una certa agiatezza dell’economia locale, la possibilità di valorizzare dei beni paesaggistici e culturali presenti nei territori. Dall’altro, posizioni divergenti, sono invece emerse sulla possibilità effettiva di creare turismo in questi centri. Una visione prudente ma pur sempre propositiva è per esempio quella esposta dal primo cittadino di Apollosa, Marino Corda.

 

Corda, già in altre occasioni aveva avuto modo di stigmatizzare le misure previste dal Patto di stabilità, quest’anno esteso anche ai comuni al di sotto dei 5mila abitanti, e i limiti sempre più restrittivi che i piccoli comuni devono porre al proprio raggio d’azione. Al di là di quello che ogni singolo comune può fare nel proprio paese, il nodo importante riguarda la collaborazione tra gli enti. “Sono d’accordo sull’idea di giungere a un protocollo d’intesa tra gli enti.

Ma bisogna verificare se, a prescindere dell’obbligo di legge che già da quest’anno ci impone la condivisione dei servizi, effettivamente si riescono a creare delle forme di associazionismo concrete. Credo fermamente alla possibilità di produrre qualcosa insieme, dobbiamo difendere i nostri territori. Ma bisogna evitare atteggiamenti da prima donna”. Dunque le prime “prove di convivenza” tra i comuni sembrano già aver prodotto un lascito: la collaborazione tra gli enti locali, a prescindere dagli obblighi di legge, offre l’occasione di rilanciare i piccoli centri, ma occorre abrogare ogni forma di protagonismo.

Un altro tassello importante è la comunicazione tra le istituzioni. Proprio Zeppa, in rappresentanza dell’Ente provinciale del turismo ha infatti parlato di alcuni problemi legati a questo aspetto:

“Abbiamo informato gruppi di turisti delle aperture di edifici che poi abbiamo saputo essere chiusi perché sottoposti a lavori ristrutturazione. Lavori di cui non eravamo a conoscenza”. D’altro canto gli inconvenienti da scongiurare sarebbero anche altri. Il vicesindaco di Ceppaloni, Ettore De Blasio, ha per esempio posto l’attenzione su altri fattori da considerare nella promozione del turismo rurale come “la tutela dell’ambiente e la salubrità degli alimenti”.

Cauto ma fiducioso è stato anche il commento di Tozzi, vicesindaco di San Leucio del Sannio: “Negli ultimi tempi c’è un grande interesse verso i centri minori. Sarebbe positivo incentivare i giovani ad avviare delle attività sul nostro territorio. Ma non sono poche le difficoltà che la questione pone”. Sulla funzione che nel quadro della gestione del turismo devono avere le associazioni, Antonio Lombardi, presidente provinciale dell’Unpli, ha parlato poi di una “collaborazione che pur nel rispetto dei ruoli, sia in grado di rintracciare fonti e risorse affinché i piccoli paesi dell’entroterra sannita sopravvivano”. Impegno che le Pro loco da sempre portano avanti e che a breve sarà documentato da una guida turistica del territorio sannita “assemblata grazie alle informazioni che le Pro loco hanno raccolto sui rispettivi paesi di appartenenza”.

Fonte: ottopagine.net

 

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