Marciano: «C’è troppa omertà»

E-mail Stampa PDF

Marciano AngeloTrafficanti di rifiuti, piroma­ni, inquinatori più o meno pe­ricolosi. Ma c’è un nemico ancora più insidioso da combattere perché nascosto:

«Se vogliamo davvero tutelare il nostro territorio dobbiamo spezzare quel velo di omertà che purtroppo avvolge an­che questa provincia».

Angelo Marciano non ha dub­bi. Il richiamo alla collaborazione dei cittadini e delle istituzioni con le autorità preposte è uno dei primi messaggi che il comandante provinciale del Corpo forestale lancia nel corso della intervista rilasciata a Ottopagine.

L’attualità impone la prima domanda. Come avete fatto a scoprire il traffico organizzato dei rifiuti a Ceppaloni?

«Va detto preliminarmente che l’operazione Ragnatela è nata sot­to la gestione del mio pre­de­cessore, Angelo Vi­ta. Ci ha in­sospettito il gran­de traffico di mezzi pesanti che si recava quasi ad ogni ora nel sito poi sequestrato. Un transito che ci sembrava eccessivo per una attività autorizzata, fino al 2011, come impianto per il trattamento di scarti edili. Tramite appostamenti, telecamere e da ultimo con le intercettazioni telefoniche e le ve­rifiche sia­mo riusciti a trasformare i sospetti in prove».

L’imbeccata dunque non vi è arrivata da qualche cittadino ceppalonese o da autorità locali.

 

«No, e la cosa purtroppo non mi stupisce. Riceviamo pochissime telefonate al numero verde 1515 dedicato alle segnalazioni di reati ambientali. E’ un numero gratuito e soprattutto ga­rantiamo l’anonimato di chi ci contatta. Rivolgo un appello ai cittadini: segnalateci tutto ciò che vi sembra illecito o anche soltanto sospetto in materia ambientale. Starà a noi verificare la fondatezza, ma sono certo che un buon numero di indicazioni risulteranno utili».

A maggior ragione dovrebbero farlo gli amministratori locali.

«Certo».

Ma avete personale a sufficienza per seguire tutte le problematiche?

«Il Corpo forestale dello Sta­to in provincia di Benevento ha 70 uomini e 15 comandi stazione. A me spetta utilizzarli al meglio, non lamentarmi».

Anche se piove prima o poi la piaga degli incendi si farà sentire. Lei ha guidato il Nucleo antincendi nazionale. Quali azioni di contrasto prevedete?

«Accanto a quelle tradizionali, da quest’anno saremo intransigenti anche nei confronti di chi, pur senza dolo, dà fuoco a meteriale incendiabile nei campi o nei boschi. Il Decreto legislativo 205/2010 che ha rimodulato in alcuni punti il Codice dell’Ambiente stabilisce che paglia, sfalci, potature e tutti i residui agricoli devono essere considerati rifiuti a tutti gli effetti e pertanto è vietata la loro com­bustione. I trasgressori saranno considerati passibili del reato di illecito smal­timento di rifiuti e dunque sanzionati penalmente».

Non le sembra eccessivo?

«Possiamo anche considerarlo eccessivo ma poi non dobbiamo lamentarci se nella catena ali­­mentare troviamo la diossina. Non siamo nella Terra dei fuochi ma abbiamo comunque il dovere di tutelare il più possibile le matrici ambientali». A proposito di matrici ambientali, come giudica la perdurante mancanza di adeguati sistemi di depurazione delle acque reflue ur­bane? «Un problema grave, non v’è dubbio. Peraltro lo conosco direttamen­te perchè ho avuto una esperienza da sindaco e finii in una inchiesta del Noe per mancata depurazione. Fui in grado di dimostrare che ave­vo avviato l’iter per la realizzazione del depuratore e la posizione fu archiviata. Purtroppo abbiamo ancora decine di comuni che non riescono a garantire questo servizio e il risultato è la presenza di salmonella ed eschirichia coli in tutti i corsi d’acqua della provincia. Una autentica piaga eppure il trattamento dei reflui urbani non dovrebbe essere affatto una emer­genza, bensì una mera prassi amministrativa».

Per concludere, un passo indietro: ci sono altri casi Ceppaloni in provincia?

«Per ovvie ragioni non posso dirle nulla nel dettaglio ma sul tema dei rifiuti stiamo lavorando e credo che Ceppaloni non resterà un caso isolato».

Fonte: ottopagine.net

 

Powered by Tesseract