Rifiuti pericolosi seppelliti, il parroco di Ceppaloni ammonisce: “Non si trasformi l’indignazione verso i presunti colpevoli in odio”

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Chiesa CeppaloniIl parroco di Ceppaloni don Renato Trapani esprime il proprio disappunto sulla vicenda dei rifiuti pericolosi seppelliti in 10mila mq di terreno da aziende e proprietari degli stessi terreni.

“Tutti abbiamo sperato che si trattasse di un film e non della cruda realtà. Ma vorrei citare proprio un film per tradurre lo stato d’animo di un parroco, responsabile della comunità ecclesiale di Ceppaloni, all’indomani della notizia della grave vicenda giudiziaria in merito ad un sito sequestrato nel nostro territorio che sarebbe stato adibito a discarica abusiva. Io speriamo che me la cavo. Era il titolo di quel film interpretato da Paolo Villaggio, che all’inizio degli anni novanta, raccontava la condizione di un paese dell’hinterland napoletano. Nonostante la caratteristica comica della sceneggiatura, emergeva in tutta la sua gravità la tristezza di un ambiente degradato, dove soprattutto i bambini dovevano vivere adattandosi e affidandosi, in maniera rassegnata, alla buona sorte, con l’espressione che dava il titolo al film.

 

Io speriamo che me la cavo. Ma non posso – continua il parroco di Ceppaloni – archiviare la pratica con una battuta di un film. Ho anche riflettuto molto prima di scrivere, consapevole del fatto che ogni mio intervento potrebbe essere strumentalizzato o male interpretato. Ma, in quanto parroco, non posso non intervenire. E lo faccio sapendo della fiaccolata organizzata dal comitato cittadino Per i nostri figli bonifichiamo Ceppaloni per chiedere la bonifica dei terreni che sarebbero contaminati. È fuori dubbio che il territorio va difeso e conservato per il bene nostro e delle generazioni che verranno. È diritto-dovere di ogni essere umano contribuire alla salvaguardia del creato con l’impegno personale e la vigilanza che sappia intervenire e denunciare qualunque comportamento non rispetti l’ambiente. Per questo motivo, nella funzione di guida della comunità cristiana di Ceppaloni, chiedo un intervento chiarificatore, sollecito e risolutivo, a tutte le autorità preposte. Invito però tutti a non anticipare il giudizio e la condanna di nessuno. Questo non ci compete né come cittadini e ancor meno come cristiani.

 

L’indignazione – prosegue il sacerdote – di fronte a comportamenti scorretti o disonesti è legittima, ma può muoverci solo a chiedere con decisione che tali comportamenti siano accertati ed impediti solo da chi è chiamato per competenza a farlo. Certo, dobbiamo vigilare e mettere in campo ogni iniziativa atta a stimolare e pungolare chi di dovere in caso di lentezze burocratiche o di qualsiasi altro genere. Tutto questo va fatto con grande senso di responsabilità, guai se l’indignazione si trasformasse in odio, distruggerebbe la comunità più dell’inquinamento stesso”.

Fonte: sannioweek.it

 

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