Inchiesta rifiuti, gli indagati si difendono

E-mail Stampa PDF

Hanno risposto alle domande e si sono difesi dalle accuse contestate. Ieri a Napoli, dinanzi al gip Francesco de Falco, l’interrogatorio di alcune delle quattro persone destinatarie di un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari adottata nell’inchiesta della Dda, condotta dalla Forestale, su un un presunto traffico, recupero, smaltimento e sversamento illecito di rifiuti speciali pericolosi e non. Il giudice ha ascoltato, in particolare, una 48enne e una 39enne, di Ceppaloni (difese dagli avvocati Umberto Del Basso De Caro e Marcello D’Auria) ed un 34 anni, assistito dall’avvocato Dario Vannetiello.

I tre indagati hanno respinto ogni addebito.

 

I legali delle due sorelle, che hanno già presentato ricorso al Riesame, hanno prodotto una serie di documenti finalizzati a chiarire la posizione delle proprie assistite. La prima è chiamata in causa come amministratore unico della Maemi srl da luglio 2010 a maggio dell’anno seguente, la 39enne, invece, quale addetta amministrativa di fatto dell’azienda che si occupava dello smaltimento dei rifiuti e che, secondo l’accusa, non aveva più le autorizzazioni per ricevere, stoccare e smaltire i materiali che nella maggior parte dei casi provenivano da demolizioni di case, strutture in generale, strade e da altri tipi di lavori. Il 34enne, invece, è chiamato in causa come proprietario di un terreno nel quale, in concorso con i titolari dell’azienda di Ceppaloni e il tecnico, sarebbero stati “illecitamente scaricati, secondo l’accusa, rifiuti sanitari classificati speciali pericolosi miscelati da ingenti quantitativi di rifiuti speciali non pericolosi costituiti prevalentemente da terra e rocce da scavo”.

 

Questa mattina, invece, il gip del Tribunale di Benevento Maria Di Carlo ascolterà, per rogatoria, il 46enne, di Ceppaloni, ritenuto il gestore di fatto della Maemi srl di Ceppaloni. Si tratta dell’unica persona finita in carcere. Come si ricorderà, il blitz di giovedì mattina era stato scandito dall’esecuzione di undici ordinanze e dall’avviso di conclusione dell’attività investigativa, nel quale compaiono, accanto ai destinatari dei provvedimenti cautelari (uno in carcere, quattro ai domiciliari e sei con obblighi) i nomi di altre undici persone.

Fonte: http://benevento.ottopagine.net/

 

Powered by Tesseract