Il racconto di Gianpaolo, fratello di Carmelo Imbriani - Il grande cuore del capitano

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Carmelo Si gioca col cuore. La posta in gioco è la solidarietà. Questi sono i crismi a cui si rifà il memorial in onore di Carmelo Imbriani che va avanti con successo, forte della partecipazione di tutte le persone che l’hanno conosciuto e ammirato, e forte di quel plauso che solo la famiglia del campione può dare.

“Voglio che l’immagine di Carmelo faccia il giro del mondo e ci riuscirò”, questo il desiderio espresso da Gianpaolo Imbriani, fratello di Carmelo, che l’immagine di quel gol segnato a Bergamo contro l’Atalanta con la maglia del Napoli (nel 1995) se la porta negli occhi oltre che nel cuore:

“La vedo ovunque. Sono tantissime le persone che l’hanno stampata sulla maglietta”.

Ma non basta, Gianpaolo vuole che la fama della “grandezza” di Carmelo si diffonda ovunque. Per questo quell’immagine la porta simbolicamente stampata su una toppa dello zaino che l’accompagna nei suoi viaggi in giro per il mondo e che si è tatuato sul braccio destro alla fine del cammino di Santiago de Compostela. Ma a San Giovanni davanti allo spettacolo offerto dai ragazzi che giocano in campo e da quelli che lavorano nello staff con il solo scopo di raccogliere fondi per il comitato per la vita “Daniele Chianelli” di Perugia che si occupa delle ricerca sulle cure per la leucemia, Gianpaolo commenta:

“Sono orgoglioso di questa manifestazione. I ragazzi dell’associazione ‘Carmelo Imbriani’ con questo evento sono riusciti a ridare dignità a questo paese. È emozionante vederli uniti con il solo desiderio di ricordare Carmelo. Non è facile per me e la mia famiglia essere sempre presenti”.

Ma c’è qualcosa che lo ha sorpreso di più di questa manifestazione: “Conosco personalmente tutte le persone coinvolte nell’organizzazione del torneo. Mi ha colpito il modo in cui persone totalmente diverse si siano riconosciute in un unico sentimento, quello che li lega alla memoria di mio fratello”.

L’amministrazione comunale ha deciso che intitolerà il campo coperto di calcio a cinque, ora in fase di realizzazione, a Carmelo Imbriani, un omaggio su cui Gianpaolo dice “apprezzo tutto ciò che possa aiutare a ricordare mio fratello ai miei nipoti”.

 

E non è l’unica iniziativa in atto, si pensa infatti di allestire una scuola di calcio in suo onore, “l’importante è che abbia la sua impronta, che rispecchi il suo modo di essere. La grandezza di mio fratello è il frutto dell’educazione dei miei genitori. Per mio padre non è mai stata un’ossessione che lui giocasse, l’ha lasciato decidere. È stato libero di scegliere di coltivare questa sua passione” il resto è storia.

 

Ma nonostante il suo talento l’abbia portato anche lontano dal suo paese “Carmelo” dice il fratello “era orgoglioso di San Giovanni. Cercava di tornare ogni volta che poteva. Sapeva bene che il posto in cui si nasce è determinante e ha sempre considerato una fortuna l’essere nato da queste parti”.

“Carmelo vive” recita uno striscione affisso alla rete del campo. Segno che il suo ricordo persiste. Anche tra le giovani leve.

“Dai ragazzi che sono stati allevati da mio fratello mi aspetto tanto. Hanno recepito il suo messaggio in modo diretto”.

Una vera fortuna, per diventare prima uomini e poi calciatori.

Fonte: ottopagine.net

 

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