Mastella condannato dalla Corte dei Conti a pagare 3500 euro come ex sindaco Ceppaloni

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L'europarlamentare, Clemente Mastella, leader dell’Udeur, è stato condannato dalla Corte dei conti per danno erariale arrecato al Comune di Ceppaloni per una vicenda risalente all'epoca in cui è stato sindaco.

L'ex sindaco Mario Cataudo, 80 anni, l’'ex assessore ai Lavori Pubblici Vincenzo Barone, 60 anni, il responsabile dell’'Ufficio Tecnico Comunale Vincenzo Mauro, 59 anni, e l'’ex ministro della Giustizia del Governo-Prodi dovranno rimborsare alle casse comunali la somma complessiva di diecimila euro, comprensiva di rivalutazione monetaria ed interessi legali.

 

Il predetto importo è stato così ripartito: a carico di Mastella la magistratura contabile napoletana di via Piedigrotta ha messo 3.500 euro, 2.000 euro sono a carico di Cataudo, 3.500 euro a carico di Barone e 1.000 euro a carico di Mauro. In precedenza, la Corte dei conti ha rigettato l’'eccezione di inammissibilità dell’'azione nei confronti di Barone per nullità della notificazione dell’'invito a dedurre ed ha respinto l’'eccezione di prescrizione dell’'azione di risarcimento del danno sollevata dai convenuti.

 

Mastella, Cataudo, Barone e Mauro erano stati citati in giudizio dalla Procura regionale della Corte dei conti per danno patrimoniale cosiddetto “indiretto” conseguente ad oneri aggiuntivi per la mancata definizione di una procedura espropriativa per pubblica utilità di un terreno (2.380 la consistenza superficiaria) mediante tempestiva emissione del decreto di espropriazione entro il termine fissato (29 settembre del 1990). L’'atto di citazione aveva quantificato in circa 29mila euro il presunto danno erariale arrecato al Comune dal comportamento degli ex amministratori comunali e del dirigente dell’'Ufficio tecnico comunale.

La Corte dei conti era venuta a conoscenza della vicenda quando il segretario comunale aveva trasmesso, per obbligo di legge, la deliberazione del 2004 con cui si riconosceva, tra gli altri, il debito fuori bilancio derivante da una sentenza del 2002 del Tribunale di Benevento a seguito di contenzioso insorto tra il Comune, soggetto espropriante, e le germane Adriana, Clotilde, Errichetta ed Ada Tranfa. L’'opera pubblica finita nel mirino della magistratura contabile riguarda i lavori di costruzione della strada di accesso e parcheggio del Cimitero S. Giovanni, il cui progetto risale addirittura al 1984. Due anni dopo, il Comune aveva disposto l’'occupazione temporanea in via di urgenza, per la durata di anni cinque, del fondo di proprietà Tranfa ma non aveva mai portato a termine la procedura espropriativi. Con la sentenza del Tribunale di Benevento, il Comune era stato condannato al pagamento in favore delle parti che avevano iniziato la causa di circa 33mila euro, di cui circa 5mila per spese legali.

Fonte: Il Mattino

 

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