L’ex poliziotto accusato di molestie si difende

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Ha respinto le accuse, ribadendo quanto aveva detto al Pm allorchè era stato ascoltato su sua richiesta. Poi, ha risposto alle domande del giudice, fornendo una serie di precisazioni.

 

Ora la parola passa al Riesame, chiamato a pronunciarsi sull’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari per Antonio Parente (avvocato Marcello D’Auria), 58 anni, di Ceppaloni, un poliziotto in pensione, arrestato dai carabinieri della Stazione di San Giorgio del Sannio. Per lui l’accusa di aver molestato sessualmente due ragazzi di 17 e 16 anni.

 

Ieri è comparso dinanzi al gip Maria Di Carlo, che, su richiesta del sostituto procuratore Marilia Capitanio, aveva emesso il provvedimento per il pericolo di reiterazione del reato. Secondo gli inquirenti, dopo averli fatti salire a bordo della sua Alfa station wagon, Parente avrebbe palpeggiato all’interno della coscia i due minorenni.

Due distinti episodi che si sarebbero verificati a giugno e novembre del 2012 a Benevento e San Giorgio del Sannio (ma iniziato in città). Il 17enne aveva denunciato l’accaduto alla Squadra mobile, riconoscendo Parente attraverso l’individuazione fotografica, il 16enne, ospite di una casa famiglia, ai militari della Stazione sangiorgese.

L’inchiesta è stata scandita il 9 aprile dall’incidente probatorio e, due settimane più tardi, dall’interrogatorio del 58enne.

In quella occasione Parente aveva ammesso di averli toccati ad una coscia, ma non con l’intenzione di molestarli sessualmente. In un caso l’avrebbe fatto per rincuorare il suo interlocutore rispetto ai problemi familiari che gli stava descrivendo; nell’altro per saggiare le capacità muscolari di chi gli stava seduto al fianco e parlava della sua passione per il calcio.

Parole ripetute dinanzi al gip Di Carlo, che al termine ha revocato il divieto, inizialmente disposto a suo carico, di comunicare con persone diverse da quelle che coabitano con lui.

Fonte: ottopagine.net

 

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