De Girolamo, il parroco le vieta di fare la madrina al battesimo: “Non è sposata in chiesa”. Ma il rito è celebrato in un'altra parrocchia

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De GirolamoSecondo l'Espresso, il sacramento è stato officiato da don Robert Esposito Mazpayno alla frazione San Giovanni dopo la presentazione di un'autocertificazione nella quale il ministro risultava "nubile".

Ma il sacerdote replica al settimanale: "Non è vero. Ricostruzione falsa". Dalla Diocesi arriva comunque una "bacchettata" con la pubblicazione di un documento sulle norme da rispettare.

“Non è sposata in chiesa, quindi non può fare da madrina alla bambina”. E' stata questa la risposta recapitata al neo ministro dell'Agricoltura, Nunzia De Girolamo, dal parroco di Ceppaloni don Renato Trapani. L'esponente sannita del nuovo Governo Letta avrebbe dovuto infatti battezzare la figlia di Luigi Barone, suo braccio destro ed ex portavoce, proprio nella parrocchia della cittadina beneventana, da sempre feudo dell'europarlamentare Clemente Mastella.

Sulla sua strada, però, a mettere i “bastoni tra le ruote” sarebbe arrivato don Renato, inflessibile nel far rispettare le regole del sacramento. Secondo il diritto canonico, infatti, non possono fare da padrini o madrine di battesimo persone divorziate, conviventi, non cresimate o minori di 16 anni.

Ntr24 ha voluto vederci chiaro nella vicenda e ha contattato telefonicamente il prelato beneventano. “Ho chiesto semplicemente un nulla osta di idoneità – racconta il sacerdote -, quello che viene presentato normalmente in questi casi. Un documento che di fatto non mi hanno mai mostrato e che non mi hanno mai portato. Quando poi ho avanzato ulteriori chiarimenti sulla sua situazione familiare - conclude -, sono spariti del tutto”.

Intanto, il battesimo è stato comunque celebrato l'11 maggio scorso. Secondo quanto riferito dall'Espresso, il papà della neonata avrebbe trovato un “escamotage” per il "ruolo" da affidare alla De Girolamo, optando per un'altra chiesa, a pochi km di distanza, nella vicinissima frazione di San Giovanni.

Il rito è stato presenziato da un altro presbitero, don Robert Esposito Mazpayno, completamente ignaro della questione familiare del ministro. Secondo il settimanale nazionale, il prete avrebbe accettato un'autocertificazione nella quale la De Girolamo risultava “nubile”.

A questo punto, però, lo scoppio del caso, con la pratica che è passata nelle mani del vescovo Andrea Mugione. Il pastore della diocesi beneventana è intervenuto immediatamente, senza esitazione: domenica scorsa è stato infatti letto un documento pubblico della Curia a firma del vicario don Pompilio Cristino.

Nel testo – visti gli abusi che si stanno perpetrando ultimamente in diocesi – si rinnovano le norme da rispettare per la partecipazione al sacramento battesimale come padrini e madrine.

LA REPLICA - Poche ore dopo il "gossip" innescato dall'articolo dell'Espresso, è arrivata anche la risposta di don Robert Esposito Mazpayno, che al Corriere del Mezzogiorno ha dichiarato: "E' assolutamente falso che mi ha consegnato un certificato dove dichiarava di essere nubile, ma ha soltanto fatto da testimone di battesimo alla piccola Emanuela.

La signora De Girolamo - ha chiarito don Robert - è arrivata con la famiglia dinanzi alla Chiesa e all’interno ha seguito, accanto ai genitori e alla zia, la celebrazione. Per cui altre ricostruzioni sono false, tendenziose e diffamatorie. L’estensore dell’articolo deve chiedere scusa a me, a don Renato, alla signora De Girolamo e alla famiglia della piccola Emanuela che non meritano questo ignobile trattamento. In ogni caso - ha concluso - noi siamo cristiani e siamo aperti al dialogo e al perdono. Che Dio vi benedica".

Fonte: ntr24.tv

 

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