“Un centro unito nonostante le difficoltà” - Interviene il parroco della chiesa San Nicola Vescovo don Renato

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Ceppaloni Chiesa San NicolaL’operato della Parrocchia di Ceppaloni si dipana sul piano dell’assistenza e del coinvolgimento della comunità nelle attività promosse dal parroco, Don Renato, sacerdote della chiesa di San Nicola Vescovo da ormai ventidue anni.

Don Renato descrive così le condizioni attuali della popolazione:«Nel nostro paese per quanto piccolo ci sono persone che hanno grandi difficoltà economiche. Abbiamo la fortuna di essere un centro unito e come comunità parrocchiale riusciamo ad assistere molte famiglie, attraverso il gruppo ‘caritas’». Tale attività può contare anche sulla collaborazione dei più giovani.

«Il mondo giovanile ci è vicino. Sono responsabile della ‘Pastorale giovanile’ dell’Arcidiocesi di Benevento – spiega don Renato – questo ruolo mi dà il vantaggio di riuscire a coinvolgerli nell’attività della diocesi. Certamente i nostri ragazzi non sono esenti dai problemi, c’è il disagio della dispersione, vanno via per trovare lavoro, ma quelli che restano qui ci sono vicini. La parrocchia è vista come un organismo super partes, è un centro aggregante perché permette di superare divisioni di ogni sorta». Per il prossimo lunedì in Albis insieme alle altre associazioni laiche presenti sul territorio verrà organizzata la pasquetta in piazza «proviamo sempre a collaborare sinergicamente con i gruppi organizzati che operano sul territorio, lavorare a progetti che uniscano tutta la comunità è fondamentale».

 

Ci sono poi due iniziative che spiccano nell’operato di Don Renato e della comunità religiosa locale e sono il ‘Centro aiuti per l’Etiopia’ e la ‘Casa del Pane’. La prima, nata come sede periferica di una società nazionale con sede a Verbania, si occupa di progetti da realizzare in Etiopia e di adozioni, sia giuridiche che a distanza.

«Sosteniamo le famiglie che decidono di intraprendere questo percorso sia prima l’adozione che dopo – evidenzia don Renato – entrambe le fasi richiedono grandi attenzioni e cura. C’è uno sportello aperto anche a chi vuole comprendere il mondo delle adozioni. L’Etiopia è uno dei paesi più poveri dell’Africa, le mamme spesso sono costrette ad abbondare i propri figli, che vengono poi accolti in delle strutture con cui vengono a contatto i volontari della nostra associazione. C’è n’è una che porta il nome di Geni Tranfa».

Riguardo alla ‘casa del pane’ Don Renato spiega che «è la casa canonica allestita in casa di accoglienza da Ermelinda Maio, consacrata laica. Chiunque può venire, stabilirsi per un po’ o solo per qualche ora. Garantiamo tutto e gratuitamente. La povertà dei giovani di oggi non è materiale ma nei punti di riferimento. Vogliamo porci come una famiglia, e tutti anche chi non ha fede può venire qui».

La scelta del nome ‘casa del pane’ deriva dalla traduzione di ‘Betlemme’, dunque si pone come simbolo della massima accoglienza.

Articolo di Marianna D'Alessio
Fonte: ottopagine.net

 

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