Nel Sannio chiudono 17 uffici postali, Movimento Consumatori scrive al Prefetto

E-mail Stampa PDF

Uffici postali a rischio chiusuraLe Chiusure amministrative a gironi alterni: Ginestra degli Schiavoni; Perdilo; San Giovanni di Ceppaloni.

Le chiusure Razionalizzazioni intese come definitive: Cirignano,Pastene, Faggiano,Bagnara, Bagnoli, Beltiglio di Ceppaloni, Civitella, Cubante, Cuffiano, Decorata, Massa Di Faicchio,Monterocchetta, Paglaiara, Morcone 1,San Giovanni di Ceppaloni.

Luglio 2012 – Giunge da Roma l’indicazione che Poste Italiane intende avviare entro Luglio con le organizzazioni sindacali una prima trattativa tesa alla chiusura, a livello regionale, di altri 21 uffici postali nel Sannio e a un’ulteriore razionalizzazione degli orari in altri 3 uffici. Successivamente al 31.12.2012 si passerà ad una ulteriore sforbiciata per altri Comuni.

 


Non abbiamo ancora il progetto in dettaglio, ma temiamo che, come in precedenza, si intenda agire nel rispetto delle norme che disciplinano il servizio minimo, ma che non tengono conto della morfologia territoriale. La legge Scajola , ( Governo Berlusconi ) impone infatti di assicurare almeno un ufficio postale nel 96% dei comuni, con una possibilità di accesso all’ufficio postale entro la distanza massima di 3 km dal luogo di residenza per il 75% della popolazione, di 5 km per il 92% e di 6 km per il 97,5%. Il nostro territorio, in particolare quello disagiato, presenta comuni che si allargano su frazioni anche distanti, prive o con scarsi mezzi di collegamento con le sedi comunali.

Si prosegue quindi in una progressiva riduzione del servizio postale, sostenendo che esistono tanti uffici improduttivi. Questo in una regione e quindi in una Provincia quella Sannita che ha appena visto diverse chiusure e 25 riduzioni orarie, decise da Poste italiane in modo unilaterale e contro il parere di molti sindaci.

Contemporaneamente l’azienda intende procedere con un ulteriore taglio di zone sul recapito, una riorganizzazione della logistica che porterebbe sul territorio nazionale a un esubero di circa 10.000 lavoratori mentre per il territorio Sannita di circa il 10 % della forza attuale quindi circa 30 zone. Il tutto mentre i lavoratori espulsi da Poste Italiane negli ultimi anni, concordando un incentivo individuale, si sono visti cambiare bruscamente i criteri per il pensionamento: fanno cioè parte della triste schiera degli esodati a cui Poste Italiane non intende per ora dare risposte, mentre il Governo, minimizzando il fenomeno, si rifiuta di stanziare le risorse necessarie o di studiare forme alternative di sostegno al reddito.

 

 

Presidente Nazionale Movimento Tutela Consumatori

Antonio Rossi

Ecco la lettera inviata al prefetto di Benevento, Ennio Blasco:

Il rilancio di Poste Italiane non passa attraverso il taglio ai servizi bensì con un’offerta puntuale e capillare su tutto il territorio, integrando negli uffici tradizionali anche i servizi per le aziende”. La questione è quella della sistematica definitiva chiusura di tanti uffici postali, decisa dalla Direzione di Poste SpA in nome di una razionalizzazione che non tiene conto delle reali necessità dei cittadini e del territorio.
“Ancora una volta ,ci permettiamo di richiamare la Vostra attenzione, così come abbiamo fatto nel passato, circa la chiusura/riduzione degli uffici postali della provincia di Benevento. Dalle razionalizzazioni estive, alle chiusure di diversi uffici postali la scorsa primavera , Poste SpA sta predisponendo ulteriori ridimensionamenti del servizio. L’eventuale riduzione e chiusura dei servizi postali delle piccole comunità potrebbe essere compensata, secondo Poste Italiane, con l’apertura di altri uffici dedicati ai clienti business nei Comuni dove c’è una significativa presenza di attività commerciali e industriali. Questa politica Aziendale penalizza le fasce deboli e le piccole comunità, prevedendo per gli uffici postali anche l’apertura di un solo giorno la settimana, e il recapito della posta a giorni alterni”.
“La carenza di personale nella Filiale di Benevento costringe i lavoratori ad assurdi tour de force: un solo impiegato è spesso costretto ad aprire nella stessa giornata due uffici postali; diversi uffici vengono chiusi improvvisamente perché il personale viene spostato sulle situazioni di maggiore difficoltà”.
Per costringere Poste SpA a ridiscutere il piano di riorganizzazione, la scrivente chiede la collaborazione delle istituzioni: “In diverse occasioni siamo riusciti, grazie alle sinergie fra Associazioni Consumatori , Organizzazioni Sindacali e Autorità locali a contenere le chiusure parziali o totali di alcuni uffici postali che avrebbero causato disagi ai cittadini, in particolare ai pensionati. Chiediamo, pertanto, la vostra disponibilità per mettere in atto le necessarie iniziative o istituire un tavolo di confronto al fine di contenere le eventuali chiusure/riduzioni dei servizi sul territorio Beneventano / Sannita”.

Fonte: informatoresannita.it

 

Powered by Tesseract