Usura, padre e figlio di Ceppaloni rinviati a giudizio. Tassi annui fino al 160%.

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Sono stati rinviati a giudizio per usura O.R. di 59 anni e il figlio M.R. di 33, entrambi residenti a Ceppaloni, in provincia di Benevento. La prima udienza si terrà il 20 giugno: Codici Campania, il Centro per i Diritti del Cittadino che da anni tutela le vittime dell’usura, si è costituita parte civile.

Oltre a Codici, si sono costituiti parte civile anche il Forum delle Associazioni Antisura e il Coordinamento Napoletano Antiusura. Le associazioni sono rappresentate dagli avvocati Carmine Laurenzano, Gerardo Martino e Giuseppe Ambrosio.

I fatti sono avvenuti tra il 2004 e il 2006: O.R. ha riscosso da due imprenditori, marito e moglie, più di 132mila euro, di cui quasi 30mila a titolo di usura per un prestito. Nello specifico, O.R. ha preteso interessi annui che andavano dal 120% al 160%, fino a quando i coniugi non hanno denunciato tutto.

 

Il figlio, M.R., pur non concorrendo al reato di usura, ha messo a disposizione il conto corrente per riciclare il denaro che il padre incassava.

L’associazione Codici Campania ha seguito la vicenda da vicino, costituendosi parte civile al processo, come peraltro anche in altre indagini per usura ed estorsioni. Spiega il segretario regionale di Codici Giuseppe Ambrosio: “E’ necessario stare vicino alle vittime di usura e di racket, far sentire la presenza della società civile e scardinare un sistema di omertà che, di fatto, favorisce questo tipo di reato”.

Giovanna Lobina, rappresentante di Codici Benevento, aggiunge:

“C’è un allarme sociale nel Sannio, che bisogna sottolineare con forza ed evitare di sottovalutare. Codici e le altre associazioni antiusura si sono costituite parte civile anche in altri processi nel beneventano, che vedono coinvolti persino istituti di credito e società finanziarie”

Fonte: ilsannita.it

 

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