Rubinetti a secco a Tufara, «non paghiamo più le bollette»

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MONTESARCHIO - Emergenza idrica. Ed anche Tufara Valle attende da decenni che  il comune prenda i provvedimenti necessari affinchè venga ripristinato un servizio idrico regolare.

Il presidente del Comitato Tufara Unita, Stefano Cerracchio, sottolinea che ormai la collettività di Tufara è stanca di dover ogni volta ascoltare sempre le stesse argomentazioni da parte delle istituzioni.

“Il problema, afferma Cerracchio, è stato sottoposto al comune tante volte, ma fino ad oggi  nessun intervento alla rete idrica è stato effettuato in modo da consentire ai cittadini di Tufara un approvvigionamento idrico continuo. Aspettiamo ancora delle risposte dai Tecnici dell’Alto Calore che nel corso dell’incontro svoltosi presso il comune con i residenti della via Vitulanese,  si sono riservati di fornire risposte tecniche idonee a risolvere la questione di Tufara Valle.
 
I nostri disagi sono tantissimi. Per quanto riguarda le abitazioni, continua Cerracchio, le famiglie che abitano in quelle che non sono state dotate di autoclave, devono fare i salti mortali per avere sempre una provvista pronta di acqua e per fare i normali mestieri di casa. Le famiglie che invece in questi anni si sono attrezzati con l’autoclave hanno un servizio idrico più regolare, però pagano bollette per l’energia elettrica altissime, per cui, alla bolletta dell’acqua, devono aggiungere anche il costo della energia elettrica. Ma, spiega ancora il presidente di Tufara Unita, il danno e le problematiche,  diventano ancora più gravi per le attività commerciali e di ristorazione che operano sul territorio di Tufara, che come è noto si sviluppa per la maggior parte sull’Appia.
 
Soprattutto i bar e gli esercizi di ristorazione, hanno gravi disagi a causa del flusso dell’acqua che è molto debole, ed addirittura, a volte, i bar non possono fare il caffè ai loro clienti perché la pressione dell’acqua è insufficiente per far funzionare la macchina espresso”. 
 
Una situazione di disagio che peggiora ogni anno di più e coinvolge tutti gli abitanti di Tufara, tranne coloro che risiedono sul territorio di Ceppaloni che fornisce l’acqua con una rete idrica diversa da quella che proviene da Montesarchio.

Il problema di base è una rete idrica ormai fatiscente, che è rotta in molti punti dove si verificano perdite dell’acqua. Per questo motivo, anche la pressione dell’acqua viene mantenuta al minimo, perché nel momento in cui viene aumentata c’è il rischio che le condotte possano cedere definitivamente. Le cause del problema sono conosciute, perché non si programma la ricostruzione di una rete idrica nuova? “Sono tanti anni, sottolinea Cerracchio, che ci viene risposto che c’è il progetto che deve essere finanziato, ma fino ad ora non abbiamo ancora visto niente. La collettività è molto arrabbiata, continua ancora Cerracchio, e se non ci vengono offerte certezze di un intervento definitivo in breve tempo, abbiamo deciso di iniziare per protesta, a non pagare più le bollette dell’Alto Calore, perché da troppi anni non abbiamo il servizio corrispondente a quanto paghiamo”.

Tufara Valle, come è noto è gestita da cinque comuni, Montesarchio, San Martino, Roccabascerana, Ceppaloni ed Apollosa, però la collettività è sempre unita quando deve affrontare i vari problemi, ed infatti, è stata costituito il comitato Tufara Unita, proprio per poter aver uno strumento unico per comunicare le problematiche del territorio alle istituzioni.
 
Fonte: Il Sannio Quotidiano
 
 

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