Sport - Imbriani prepara il "passo d

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Il giocatore sannita accetterebbe volentieri di restare in giallorosso, ma fa intendere che il Benevento ha programmi diversi.
«Credo di aver disputato un ottimo campionato, peccato per i due rigori falliti»

di Ettore Intorcia

Fonte Il Sannio Quotidiano

Mettiamo per un momento tra parentesi la gara di Teramo. Benevento-Fermana sarà l'ultima gara in giallorosso di Carmelo Imbriani?

?Nella vita non bisogna mai dire mai. Però, adesso come adesso, è effettivamente la gara dell'addio, sono in scadenza di contratto e la carte dicono che giocherò per l'ultima volta col Benevento. Per fortuna potremo fare festa tutti insieme. E' stata una grande esperienza giocare nella mia città, con la maglia della mia squadra?.

Siamo già ai bilanci?

?Beh, ho disputato un ottimo campionato, mi sono rimesso in discussione, ho giocato con la continuità che mi era mancata negli ultimi tempi. Adesso vediamo se arriva qualche richiesta importante, il mio sogno è tornare a giocare in categorie superiori. So che è difficile, ma sognare non costa nulla. Non so cosa mi riserverà il futuro, so solo che a giugno il mio contratto scade e mi auguro che qualcuno si muova per me. Non voglio restare a piedi come è successo la scorsa estate. Potrei anche restare qui, ma questo dipende dalle scelte che faranno tecnico e società. Scelte che ho sempre accettato con professionalità?.

Scelte come l'esclusione dall'undici titolare a Teramo. Che effetto ti ha fatto restare in panchina nel giorno della salvezza?

?Quando non giochi ci resti sempre male. Volevo giocare anche domenica, quando il mister me l'ha detto ci sono stato malissimo. Però l'obiettivo era salvarci ed eccomi qui contento a festeggiare la permanenza in C1. Questa vittoria ci voleva proprio, ha interrotto una parentesi negativa che rischiava di far dimenticare il nostro ottimo campionato. Siamo salvi a 41 punti e con una giornata d'anticipo, cosa mai successa negli ultimi anni. E' stata un'esperienza bella, spero di continuarla senza polemiche e poi da lunedì prossimo saremo tutti in vacanza. Non voglio fare chiacchiere, se c'è qualcosa da chiarire sono abituato a parlarne di persona?.

Ipotizziamo che il Benevento cambi strategia e ti proponga il rinnovo del contratto. Quanto influirebbero i programmi societari sulla tua decisione?

?Diciamo che tutto dipende da tanti fattori, sempre che il Benevento mi voglia ancora. Però non so ancora che cosa succederà nelle prossime settimane. Leggo di trattative societarie e dunque non posso sapere che società nascerà, chi sarà il tecnico. I matrimoni si fanno in due, se mi propongono di restare a certe condizionie con programmi buoni ci posso pensare. Sto a casa mia e ci sto bene, sarebbe il massimo per me. Non dipende solo da me e non dimentichiamoci di altre offerte che potrebbero arrivarmi?.

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In questo Benevento ti sei sempre sentito importante e coinvolto?

?Mi hanno fatto sentire importante tutti, società, mister, compagni. Rispetto a molti di loro mi sentivo fortunato per aver giocato in A e B e per questo ho dato alla squadra l'esperienza che potevo. Poi forse è cambiato qualcosa, non so. Ho sempre lavorato bene, ho fatto le mie partite. Quando non ho giocato ho sempre creduto che era giusto che giocassi, però ho rispettato le scelte del mister e lo farò fino all'ultima giornata. E' importante che si ricordino di me come un ragazzo tranquillo, leale e professionale. Insomma, voglio lasciare a Benevento un bel ricordo come calciatore e come uomo?.

Il momento più brutto di questa stagione?

?Il rammarico è per i due rigori sbagliati (contro Teramo e Samb, ndr), soprattutto il secondo. Ma chi non tira non sbaglia. Volevo fare gol a casa mia e purtroppo non ci sono riuscito. Per fortuna, però, questi errori non sono stati decisivi per la nostra salvezza. Ho imporato che ci sono alti e bassi in una stagione, bisogna prendere i momenti come vengono e dimostrare che sai reagire e che non molli mai?.

Cosa vale la pena di ricordare, invece?

?Beh, non ho mai vissuto la mia città come quest'anno. Giocando a Benevento ho ritrovato l'affetto familiare e le amicizie, ho sentito vicino a me tanta gente come non mi era mai successo in nessun'altra città. E' stato tutto più facile, mi sono inserito molto bene. Come ricordi positivi restano la vittoria nel derby d'andata, una gara stupenda vissuta da protagonista. Ma anche altre partite, tipo quella di Fermo e tutto il momento magico degli otto risultati utili consecutivi. Fin quando, insomma, non è arrivato il momento difficile, le due sconfitte contro Avellino e Pescara con le quali stavamo rovinando tutto. Però anche la gente deve giudicare l'annata a prescidendere da quei due risultati. La squadra che resta in C1 è un bene per la città?.

Da beneventano come vivi questo momento di rottura con la tifoseria giallorossa?

?Quello che è successo anche a Teramo fa male, dispiace. Però non si può generalizzare, non credo che tutti i tifosi la pensino così. Comunque capisco una certa rabbia però a tutto c'è un limite. Ognuno di noi può sbagliare, ma non si posson chiamare i giocatori in quel modo (?venduti?, ndr). Noi facciamo il nostro in campo, sappiamo che possiamo prendere applausi e fischi. Credo che da questa situazione se ne uscirà da persone civili: alla fine domenica tutti applaudiranno questa squadra?.

 

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